Rossini-ai-fornelliRossini ed il Cibo: inseparabili. “Avrebbe potuto diventare un buongustaio di fama se solo il suo genio musicale non avesse eclissato il suo talento gastronomico:” così ne parla Waverley Lewis Root, scrittore e giornalista americano innamorato del cibo – tra i tanti suoi capolavori ricordiamo The Food of France (1958), La cucina d’Italia (1968) Parigi pranzo (1969). Cucina e musica andarono a braccetto nel corso di tutta la vita di questo famosissimo nostro compositore, nato ‘predestinato’ ad entrambi i piaceri da genitori pieni di gioia di vivere: mamma Anna è cantante e figlia di panettiere, papà Giuseppe è suonatore di corno ed ispettore del macello. E se gli astri del ciel qualcosa voglion dire, il nostro Giachino nasce nel giorno più strano dell’anno bisesto: il 29 febbraio del 1792. Nasce a Pesaro, città alla quale lascia in eredità tutte le sue fortune e che ora gli dedica un famoso Festival, e dopo aver portato le sue opere in giro per l’Italia e l’ Europa vive a Parigi dal 1823 alla morte (avvenuta per cancro il 13 novembre del 1868) dove è così amato che già si stavano organizzando i festeggiamenti per i suoi 70 anni. Dopo la sepoltura al Pere Lachaise, il cimitero degli artisti, talmente suggestivo da essere esso stesso opera d’arte, ora è in Santa Croce, a Firenze, dal 1887. Ogni sua opera è una gioia degli occhi e delle orecchie: dalla prima, La cambiale di matrimonio, andata in scena il 3 novembre 1810 (lui ha 18 anni) al Teatro San Mosè di Venezia, all’ultima, La corona d’Italia, del 1868, una produzione sterminata per un totale di una  40ina di opere teatrali, tra cui Il Barbiere di Siviglia, La gazza ladra, L’Italiana in Algeri, Semiramide, Otello, Il Viaggio a Reims ed almeno un centinaio di partiture tra musica sacra, opere strumentali, cantate, inni e cori. Nel frammezzo, l’amore per il cibo: “Mangiare, amare, cantare e digerire sono, in verità, i quattro atti dell’opera comica, e passano come bolle di una bottiglia di champagne”: dichiara convinto, mentre non si contano gli aneddoti sul suo amore per le belle donne, la tavola e la musica. Tra i tanti, si narra che l’aria “Nacqui all’Affanno e al Pianto,” della Cenerentola, sia stata composta in poco più di un quarto d’ora in una taverna romana come l’aria del Tancredi ‘Di tanti palpiti’, detta “aria di riso” perché composta attendendo il suo risotto a Venezia. Moltissimi i piatti che portano, ormai in tutto il mondo, il suo nome: i cannelloni alla Rossini, da lui inventati e farciti dell’amato fois gras, le uova in camicia alla Rossini, il pollo alla Rossini, il filetto di sogliola alla Rossini, la zuppa alla Rossini, la pizza alla Rossini, i maccheroni alla Rossini ed i famosissimi Tournedos alla Rossini, cuori di filetto di manzo cucinati al sangue, poi coperti con foie gras e guarniti col tartufo. Ovvio che tra i suoi amici più cari ci fosse lo strepitoso chef Antonin Carême, che gli dedicò parecchie sue ricette (e Rossini contraccambiò con dediche di composizioni musicali). Lasciamo a lui, facendogli gli auguri di buon compleanno un po’ in anticipo, la chiusa finale:”l’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Non conosco – era solito aggiungere – un lavoro migliore del mangiare”. Buon compleanno, Gioachino!

Siti visitati tra gli altri:
www.albertinipierangela.altervista.org

le voci Gioachino Rossini e Antonin Careme su wikipedia
www.taccuinistorici.it
www.mangiarebene.com