mascagniUltima puntata di Pantagruel 4.0 dedicata al rapporto, infinito, travolgente, unico, tra musica e cibo. Anche questa volta festeggiamo un compleanno, quello della  “Cavalleria rusticana” l’opera di Pietro Mascagni che, nata il 17 maggio 1890, ha da pochi giorni compiuto 127 e non li dimostra.

Melodramma in un atto tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga, viene eseguito per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma con libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci.

Siamo in Sicilia, nell’ osteria di  Mamma Lucia, il giorno di Pasqua, e il giovane contadino Turiddu offre da bere a tutti prima di sfidare a duello il rivale in amore, il carrettiere Alfio. Siamo nella scena nona e così canta:

 

Viva il vino spumeggiante
nel bicchiere scintillante,
come il riso dell’amante
mite infonde il giubilo.
Viva il vino ch’è sincero
che ci allieta ogni pensiero,
e che rinnega l’umor nero
nell’ebbrezza tenera.

Compare Turiddu assomiglia al suo compositore, Pietro Mascagni, toscano a tutto tondo, uomo forte e genuino che diffonde la ‘moda’, strana a quei tempi, di non portare né barba né baffi.

Nato a Livorno nel 1863, Pietro Mascagni compose opere, brani sia per orchestra che vocali, cantate, romanze e musica per pianoforte.

E’ un toscano a tutto tondo, uomo forte e genuino che diffonde la ‘moda’, strana a quei tempi, di non portare né barba né baffi. Fu un ‘appassionato del gioco dello scopone, del sigaro, del biliardo, del tamburello, della bicicletta, collezionista di quadri, orologi, pipe, bacchette per dirigere, scatole per sigari, cravatte, medaglie, pergamene’ e soprattutto un buongustaio e, a tavola con Giacomo Puccini era tutto un mangiare e bere e parlare di mangiare e bere tanto che si racconta che un giorno abbiano quasi litigato, in un’osteria di Milano, per decidere quale fosse, tra il caciucco alla livornese e la folaga rosolata alla lucchese il piatto più saporito. Che il caciucco sia stato l’amore culinario di Mascagni si sa, soprattutto la variante aromatizzata con salvia e zenzero. Ecco come lo racconta il sito taccuini storici.it:

“Nato nel 1863 da un fornaio che l’avrebbe visto volentieri impastare, lievitare, e cuocere pagnotte, secondo la tradizione di famiglia, riuscì invece a studiare musica, dapprima nella sua Livorno e poi grazie ai sussidi di un mecenate al Conservatorio di Milano.
Mascagni, con il trionfo della sua composizione “Cavalleria Rusticana” del 1890, seppe tener vivo per mezzo secolo l’interesse dei maggiori teatri italiani, europei e d’America.
Quale direttore d’orchestra e compositore di musiche per il cinema, fu un personaggio di grande notorietà e vero fenomeno della sua epoca.
Le donne correvano a vederlo, le ragazze ne ritagliavano la fotografia dalle riviste e all’estero era uno degli italiani più noti.
Gli abiti, il ciuffo di capelli, le scarpe, il vezzo di non farsi crescere barba e baffi, venivano imitati in tutto il mondo per essere “à la page”.
Il “cuore” livornese rappresentò una delle caratteristiche fondamentali di Pietro, che aveva spirito ribelle e parlata spedita dalla battuta fulminante.
Lo volevano nelle corti reali, nei salotti, nelle città più lontane.
Gli piaceva la gente, viaggiare e ritrovare gli italiani emigrati all’estero.”