L’Università Popolare adotta soia e bacchette

L’Università Popolare di Vercelli ancora una volta è volano di un’iniziativa destinata a lasciare il segno. Mentre la città ospita la Biennale Italia-Cina, l’Associazione presieduta da Paola Bernascone Cappi è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo per condurre quattro conferenze che, in una sorta di percorso cadenzato, raccontano un legame inatteso attraverso “immagini e suggestioni”. Fotografia, Arte, Letteratura e Cucina diventano le quattro dimensioni privilegiate di un’indagine puntuale e approfondita. La regista del progetto, Professoressa Paola Bernascone Cappi, confessa le sue ambizioni e la caparbietà con cui mesi fa, ha deciso di bussare in Comune per proporre la sua personale idea di Biennale.

«Il ciclo di conferenze MARCO POLO, organizzato dall’UniPop in occasione della Biennale Italia–Cina esposta in Arca è una grande opportunità. Queste conferenze, infatti, costituiscono un valido prologo per tutta la nostra attività didattica. Hanno lo scopo di avvicinare un pubblico eterogeneo alla cultura cinese e di rispondere in maniera creativa e divulgativa alle esigenze della formazione permanente. Inoltre promuovono un incontro e un’integrazione dei nostri corsi con relatori illustri, titolari di importantissime cattedre: fotografia (Barnabino), storia dell’arte (Pensotti); club di lettura (Ricciardiello)».  Non dimentichiamo che l’Università Popolare ha anticipato i tempi: decenni or sono, ha voluto inserire nella sua offerta linguistica, i primi corsi di cinese in un frangente in cui non era facile trovare insegnanti abilitati all’insegnamento. «Due conferenze, ovvero quelle tenute da Pensotti e da Ricciardiello hanno una edizione mattutina per consentire la partecipazione delle scuole. Avremo modo di realizzare una vera integrazione tra percorsi educativi e formativi diversi che devono necessariamente completarsi: quello tradizionale scolastico e quello extrascolastico che dovrebbe accompagnarci per tutta la vita». Il motto dell’Università Popolare è “se la scuola insegna ad imparare, le persone lo studio continueranno ad amare”, una prospettiva che il ciclo di conferenze “Marco Polo” ha fatto sua. Perché le conferenze inglobano il cibo? «In un paese sterminato come la Cina -puntualizza la Prof-  occuparsi di cibo tradizionale vuol dire avvicinarsi alla filosofia, alla medicina, alla farmacologia; si tratta di un modo affascinante di fare cultura. Mi auguro l’afflusso di tantissime persone. Le conferenze saranno gratuite ma è auspicabile farle precedere dalla visita guidata alla mostra per immergersi totalmente  nell’atmosfera dell’evento».