Doppio lp fra i più venduti della storia jazzistica, costituisce una svolta radicale e assolutamente inedita nel percorso del trombettista nero. Si tratta di un’opera complessa che presenta lunghe suite fra cui quella che dà il titolo all’album e Pharoah’s Dance, Spanish Key e Miles Runs The Voodoo Down che torreggiano nel panorama dell’epoca come pietre miliari di un ulteriore rinnovamento della cultura musicale. Bitches Brew è caratterizzato da una forte presenza di strumenti elettronici e di ritmi binari e da una preponderante sezione ritmica, che a sua volta si costituisce con quattro percussioni, due bassi, due sassofoni, tre pianoforti elettrici, la chitarra elettrica è la tromba di Davis; a proposito di Bitches Brew: “Avevo visto chiaramente una strada per il futuro e stavo cominciando a seguirla, come ho sempre fatto. Io ‘volevo’ cambiare strada, ‘dovevo’ cambiare strada per me stesso, per continuare a credere e amare quello che stavo facendo”: dice lo stesso Miles.