Il leader, al sax tenore, mantiene sempre un’originalissima concezione armonica di ascendenza modale che qui sviluppa al massimo grado, quasi intuitivamente, per la prima volta su questo tipico valzerino, con McCoy Tyner al pianoforte, Jimmy Garrison al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria. My Favorite Things da semplice standard diventa qui un’opera complessa che entra a pieno titolo nella storia del jazz, a seconda dei punti di vista come la fine di un vecchio tragitto o come l’inizio di un nuovo percorso, senza nulla togliere alla bellezza del disco in sé. Anche lo sperimentalismo si trasforma, già in molti passaggi di My Favorite Things, in note che anticipano la concezione world music della fine millennio, confermando un ascetismo coltraniano proteso alla sperimentazione musicale estrema.