Il pianista Ferdinando LaMenthe (1885-1941), noto come Jelly Roll Morton, all’epoca si considera uno degli inventori del jazz, tanto da scriverlo sui biglietti da visita; che sia vero o no, egli è senz’altro un grande innovatore, sicuramente il primo alla tastiera a oltrepassare le pastoie del ragtime a New Orleans per creare un’arte improvvisativa che si può senz’altro chiamare jazz a pieno titolo. Dotato di una tecnica pianistica formidabile, istrionico e circondato da un’aura leggendaria che egli stesso sa coltivare ad arte, Morton anima da protagonista la scena musicale dagli inizi del XX secolo fino a tutti gli anni Venti offrendo memorabili performance sostenute da jazz band di grandi musicisti affiatati che grazie a questa coesione riescono a creare un meccanismo teso, eccitante, spettacolare in cui Jelly Roll si esibisce funambolicamente allo strumento. Né è dimostrazione lampante questo Wolverine Blues in trio con i fratelli Doods (Johnny al clarinetto e Baby alla batteria), dove il piano solo è unico protagonista nella prima parte del brano medesimo.

 

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