sara bonaSara Bona: «Il mio sogno nel cassetto? Un laboratorio di sartoria nel cuore della mia seconda casa, Vercelli»

«Credo che la sarta o il calzolaio siano mestieri mai del tutto destinati a scomparire. Una macchina non potrà mai sostituire questi lavori!». Sara Bona, trentenne biellese, è titolare dei corsi di Cucito che da questa settimana, nelle aule al piano terra dell’istituto Cavour, ricreeranno un laboratorio sartoriale dove fare amicizia e imparare i rudimenti di un’arte antica e preziosa: il Cucito. Al soldo di negozi e sartorie, attualmente collaboratrice di un centro di tendaggi e arredamento, segue anche clienti privati che si affidano alla sua maestria per rimodellare abiti usati o per farne di nuovi. Ragazza semplice, ma molto determinata riguardo il suo futuro, ci confessa l’impegno con cui cerca di concretizzare il suo sogno nel cassetto: aprire una sartoria il cui segno distintivo torni ad essere la qualità e l’attenzione al cliente finale.

Come mai dopo il diploma in agraria hai deciso di specializzarti in taglio e cucito? Il tuo curriculum, a tal proposito, inanella qualifiche e diplomi ad hoc: diploma di sarta metodo Sitam, diploma professionale per la creazione del costume artistico e cosplay…

Fin da piccola mi è sempre piaciuto lavorare “con le mani”. E fin da bambina mi divertivo a vestire le Barbie con i pezzi di stoffa di scarto che la nonna o la mamma buttavano, ma non pensavo potesse effettivamente diventare un lavoro.

Ho iniziato a studiare modellistica e confezione prima presso una scuola privata a Biella per poi continuare ad integrare il mio percorso di studi con specializzazioni varie quali la costumistica teatrale e cosplay. Nell’ottica di volermi migliorare, ho seguito ulteriori corsi specializzanti e tematici sulle riparazioni più comuni.

Tutti questi studi sono serviti grazie e soprattutto alla pratica sul campo. Questo è un lavoro per il quale bisogna provare e anche sbagliare!

Sara, sei la prova che non tutti i giovani ambiscono a lavorare dietro un pc o a testare la loro bravura in un talent televisivo. C’è chi sceglie ancora i lavori manuali. Ma perché nel 2018 fare la sarta?

Sicuramente la scelta è molto soggettiva. Ho provato anche a stare dietro ad una scrivania, ma decisamente non è il mio posto. Ho bisogno di creare, di vedere la stoffa prendere forma e di fare felici le persone. Sembrerà banale, ma sappiamo perfettamente che sensazione ci dà avere addosso un vestito con il quale ci sentiamo e vediamo bene soprattutto allo specchio.

Il tuo sogno nel cassetto è l’apertura di un laboratorio di sartoria proprio a Vercelli. Non temi la concorrenza degli orientali che in questo settore stanno rubando preziosi segmenti di mercato  a noi italiani?

L’idea di aprire una sartoria tutta mia ce l’ho da sempre, ma si sa…tra il dire e il fare…purtroppo c’è il mare di mezzo. Non mi metto fretta per ora, anche perché  voglio fare le cose per bene e il tempo è sempre poco…ma ho già un nome: Clea Sartoria, che è un acronimo composto dalle iniziali dei miei nonni.

Sono nata a Biella e vivo nel Biellese, ma sono anche mezza vercellese, quindi si può dire che tornerei un po’ a “casa”.

Gli orientali sono una realtà con la quale mi raffronto da diverso tempo. Posso dire però che disdegnano molti lavori, specie se lunghi e complicati anzi, mi è capitato di dover rimediare a qualche pasticcio. Sicuramente noi italiani abbiamo una concezione di lavoro diversa: con dei prezzi troppo bassi devono necessariamente puntare alla quantità e non alla qualità. E nei lavori sartoriali capita spesso l’inconveniente che richiede molto tempo in più per finire il lavoro.

Se prima non c’era paese in cui non ci fosse almeno una sarta ora sono più rare delle perle nelle ostriche. Vuoi tornare a nobilitare un lavoro che rischia l’estinzione?

Non mi dispiacerebbe in effetti. Nonostante sia piuttosto difficile trovare una sarta oggigiorno, questa figura è abbastanza bistrattata e diciamo pure sottostimata. Le volte che mi sono sentita dire: “Per fare due cuciture…”

Dal 2014 sei docente all’Università Popolare di Vercelli. Come mai da Biella a Vercelli per insegnare nozioni di sartoria? Qual è il target cui ti sei rivolta in questi anni? Magari scopriamo con stupore che a rivolgersi a questi corsi non sono mamme e nonne ancora depositarie dell’arte tramandata in famiglia, bensì le nuove leve in difficoltà con orli, attaccatura di bottoni e riparazioni.

Come ho accennato in precedenza la provincia di Vercelli è la mia seconda casa, e l’offerta formativa sartoriale non era ancora stata proposta in Unipop, mentre a Biella i corsi di cucito erano già diversi. Diciamo che si ha un ampio spettro perché il cucito è in grado di amalgamare bene varie tipologie d’età: dalla ragazza giovane che vuole imparare a tenere l’ago in mano alla signora in pensione che vuole rispolverare o migliorare le tecniche di cucito imparate anni addietro.

Tutti i tuoi capi sono fatti a mano. Dallo studio del modello alla sua realizzazione passano giorni se non mesi. Come competere in un mondo che imprime velocità ad ogni sua esigenza. E come evitare l’estinzione di un mestieri antico?

Chi si rivolge ad una sarta o perlomeno dovrebbe sapere che per un buon lavoro ci vuole tempo. La sarta è colei che sistema il guardaroba, e lo adatta alla fisicità del cliente: fa l’orlo ai jeans acquistati nelle catene low cost o rimette a modello la giacca degli anni 80.

In questi ultimi anni a causa della velocità, la qualità degli abiti ne ha risentito molto, ecco perché si tende a recuperare i vecchi capi di abbigliamento.

Credo che la sarta o il calzolaio siano mestieri che non potranno mai scomparire del tutto per via del fatto che richiedono una fortissima componente sia creativa che di inventiva. Una macchina non potrà mai sostituire un lavoro come questo.

Perchè optare per un corso di Cucito?

I miei corsi comprendono le tecniche di base quali punti a mano e a macchina per proseguire con le principali riparazioni come gli orli, la sostituzione delle cerniere, la modifica di capi stringendoli o allargandoli, il recupero dei colli e del polsini delle camicie e molto altro. Inoltre ai corsi cucito Unipop ci si diverte e si fa amicizia!!! Davvero ci state ancora pensando? 😉 Correte ad iscrivervi, vi aspetto!