da Herbie Hancock, River: The Joni Mitchell Letters, Verve, 2007

Al compimento di una carriera artistica prodigiosa, quasi mezzo secolo prima, giunge quest’album fortunatissimo e pluripremiato, in cui il pianista all’epoca settantenne di Chicago rilegge alcune canzoni della folksinger canadese: i due hanno in comune il fatto che entrambi a metà Seventies si avvicinano alla fusion sia pur in modo diverso: Hancock pratica il jazzrock già nella band di Miles Davis e dopo la buriana elettrica alterna il jazz-jazz con esperimenti anche techno o ethno ritorna quasi definitivamente a praticare un jazz contemporaneo innovativo, anche se qui, omaggiando una cantautrice, resta un imprinting poppeggiante dovuto pure alla presenza di una vocalist come Tina Turner, Norah Jones, Corinne Bailey Rae, Luciana Souza e persino Leonard Cohen.