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La magia del teatro Unipop


L’Università Popolare non ha eguali nell’avvicinare lo studente alla magia del teatro. E’ infatti l’unica istituzione culturale del luogo che è riuscita a unire la professionalità di un regista, di un attore e di un performer nell’insegnamento di una materia che, difficilmente, può dirsi sondabile, se non fondendo le tre dimensioni da cui è composta. Teatro infatti è sceneggiatura, testo e gestualità. E chi meglio di Guido Zamara, Gianluca Mischiatti e Max Bottino poteva farne materia di studio. Dopo il successo dello spettacolo di fine anno accademico 2011/2012 “iAML(igh)T”,  che fece registrare il tutto esaurito al teatro Barbieri di Vercelli, quest’anno il tema su cui si concentrano i tre colleghi sarà SENZA TITOLO –“E’ successo all’Alba”- COMMEDIA  in lutto in attesa dei resti-  e avrà come argomento  un percorso tematico.

Come dichiarano i tre: “ non sarà il classico Laboratorio per la formazione dell’attore  e un lavoro sulla “messa in scena” di un testo, ma un percorso intermedio di costruzione degli strumenti necessari al teatro (dai più basici agli avanzati) in parallelo allo studio creativo ed attivo  non di uno spettacolo  ma di un autore , di un tema, di una serie di immagini. La scelta è caduta su Garcia Lorca”.  Garcia Lorca è stato l’autore più rappresentativo della Spagna del XIX secolo, tanto che lo stesso Pablo Neruda, con entusiasmo, traccia un ritratto molto significativo della sua scrittura, quasi rivoluzionaria. <<Che poeta! Non ho mai visto riunite, come in lui, la grazia e il genio, il cuore alato e la cascata cristallina. Federico García Lorca era lo spirito scialacquatore, l’allegria centrifuga, che raccoglieva in seno e irradiava, come un pianeta, la felicità di vivere. Ingenuo e commediante, cosmico e provinciale, singolare musicista, splendido mimo, timido e superstizioso, raggiante e gentile: era una sorta di riassunto delle età della Spagna, della fioritura popolare; un prodotto arabico-andaluso che illuminava e profumava, come un gelsomino, tutta la scena di quella Spagna, ahimè!, scomparsa. La grande capacità di metafora di García Lorca mi seduceva e mi interessava tutto ciò che scriveva. Dal canto suo, lui mi chiedeva a volte di leggergli le mie ultime poesie e, a metà della lettura, mi interrompeva gridando: «Non continuare, non continuare, ché mi influenzi!». Nel teatro e nel silenzio, nella folla e nel decoro, era un moltiplicatore della bellezza. Non ho mai veduto un tipo con così tanta magia nelle mani. Non ho mai avuto un fratello più allegro di lui. Rideva, cantava, musicava, saltava, inventava, crepitava. In Federico tutto era ispirazione; la sua vita, così meravigliosamente in armonia con la sua opera, fu il trionfo della libertà, e fra la sua vita e la sua opera v’è uno scambio spirituale e fisico così costante, così appassionato e fecondo, che le rende eternamente indivisibili>>. Per tutti i  numerosi appassionati della materia, l’Università offre la possibilità di una lezione di prova gratuita, in data 23 ottobre alle ore 19, all’Istituto Cavour. Per usufruirne, preiscriversi in segreteria. Le lezioni si terranno a partire da martedì 30. Affrettatevi, per non perdere un’occasione formativa con tre professionisti di fama nazionale.