Pantagruel 4.0 parte dall’inizio.

mozartDopo aver sondato il mondo della Letteratura e dell’Arte nei primi tre anni, Pantagruel 4.0 sarà di otto puntate a cadenza quindicinale tutte dedicate alla Musica ed al suo rapporto con il Cibo. Veloci excursus nelle vite e nelle abitudini di musicisti e compositori, sempre con la leggerezza che speriamo non sia mai superficialità.
Si parte, quindi, dall’inizio.

Buon compleanno, Wolferl! Padre della musica moderna, genio ‘matto e sregolato’, compositore che, nonostante una vita troppo breve ci ha lasciato di che gioire a lungo, Wolfgang Amadeus Mozart, al battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, nasce a Salisburgo il 27 gennaio 1756 e muore a Vienna, a soli 35 anni, il 5 dicembre 1791. Nella sua breve vita è stato tutto quello che si poteva essere allora in campo musicale: compositore, pianista, organista, violinista e clavicembalista, ma è stato, soprattutto un insuperabile innovatore. Compositore fin dall’età di 5 anni, la sua prima melodia, un andante per clavicembalo, è dell’inizio del 1761, non è questa la sede per elencare le tante meraviglie della musica sacra e profana da lui firmate. Valga da riassunto per tutte l’Aria della Regina della Notte de Il Flauto magico scritta, per la prima del 30 settembre 1791 da lui diretta al Theater auf der Wieden di Vienna, per la soprano Josepha Hofer, dalla voce portentosa, vuole un’estensione dal Fa3 al Fa5. Aria dalla difficoltà estrema, scritta per voci particolari sia per coloritura che per capacità vocali, sembra essere sintesi perfetta di quanto Mozart fu in vita: eccessoe semplicità, malinconia e leggerezza, acume ed ingenuità. Giramondo per dovere di mestiere, amò la buona tavola come tutto ciò che gli donava piacere e, come leggiamo nel suo Epistolario, gli piacevano le costolette ed il vino della Mosella, la cioccolata ed il caffè condivisi con l’amico massone Schikaneder. Un uomo eccezionale, quindi, che dimostra quanto conti la qualità del tempo trascorso sulla Terra piuttosto che la quantità. Amadeus: Mai nome proprio fu più adeguato. Amadeus è la traduzione latina del nome Theophilus (dal greco Θεόφιλος Theophilos, cioè «colui che ama Dio» o anche «colui che è amato da Dio», e davvero la sua abilità di strasformare in vortici di note i colori dell’animo umano non ha eguali.

Notizie tratte da
Alfred Einstein, Mozart – Ed. Ricordi 1951
www.taccuinistorici.it, www.newsclick.itwww.pensareilcibo.it.