monteverdiNasce 450 anni fa a Cremona, il 9 maggio 1567, Claudio (Giovanni Antonio) Monteverdi, uno dei compositori italiani maggiormente rappresentativi della trasformazione dalla musica rinascimentale alla musica barocca.

Un innovatore, oggi diremmo un artista di ‘avanguardia’, che sa trasformare le commozioni in note, o viceversa, far commuovere con le sue melodie.

Mette fine alle sterili note fine a se stesse, o al massimo per essere danzate e cantate a corte, ed intuisce per primo che alla base dell’opera d’arte si deve porre il sentimento, la partecipazione emotiva di chi esegue ed ascolta.

Così decide di unire parole e musica, ovvero di donare alla parola, meglio se fortemente poetica, nuova vita melodica.

Il suo primo ‘melodramma’ (dal greco μέλος = canto o musica + δρᾶμα = azione scenica o recitazione) L’Orfeo, viene così descritto dalla Treccani:” Già nell’Orfeo il melodramma raggiunge, pochi anni dopo la sua nascita, vette difficilmente superabili, specie per l’equilibrio tra i momenti esplicitamente narrativi (ossia d’azione) e lirici, risolti gli uni negli altri senza sensibile discontinuità. Ingagliardita l’espressione nei recitativi; rivolto il declamato più che alla singola parola all’empito affettivo dell’intera frase e situazione drammatica; ricchezza, sino allora inaudita, di moti musicali, dal canto a solo a quello a più voci, dal monologo ai cenni di dialogo, dalla strumentalità alla vocalità.” Grande successo, questo Orfeo, fin da subito; portata a Milano, Cremona, Torino e Firenze ottiene applausi a non finire.

E’ fatta, nasce il melodramma, che tanta gioia darà alla musica del mondo, e che avrà nei compositori italiani i suoi massimi esponenti.

LOrfeo-favola-in-musicaDall’Orfeo in poi tante le opere da ricordare, tutte tratte da opere letterarie anche molto famose: Il ritorno d’Ulisse in patria, su libretto di Giacomo Badoaro e tratto dall’Odissea di Omero, rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1641; L’incoronazione di Poppea, libretto di Gian Francesco Busenello, tratta dagli Annali di Tacito, dalle Vite dei Cesari di Svetonio, e dall’Octavia dello pseudo-Seneca, rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1642-1643; L’Arianna , dramma del 1608, della quale è giunto a noi solamente il famoso Lamento di Arianna. Molte le melodie a ‘ballo’ e le sacre rappresentazioni, come La Maddalena, con di Giovan Battista Andreini. Rappresentata in Mantova, nel teatro di corte, nel marzo 1617.

Struggente è la sua opera che più prediligo, e che ho visto rappresentata soprattutto in forma di danza contemporanea, cioè Il combattimento di Tancredi e Clorinda che riprende fedelmente il testo di Torquato Tasso dal canto XII della Gerusalemme liberata.

Viene rappresentato la prima volta a Palazzo Mocenigo a Venezia nell’anno 1624. La musica è stata pubblicata nei Madrigali Guerrieri et Amorosi ma vi consiglio caldamente di ascoltarla in ogni sua esecuzione possibile: semplicemente sublime.

 

Monteverdi_-_Madrigali_guerrieri_et_amorosi

Madrigali Guerrieri et Amorosi

Monteverdi è soprattutto gran compositore di Madrigali, dal 1587 al 1651 ne compone ben nove libri, rivoluzionati per genere e stile, come leggiamo al sito ‘Taccuinistotici.it, e per comporre i quali spesso ha bisogno di molte proteine, soprattutto di carne, della quale pare sia davvero ghiotto:” già a venti anni con il “Primo Libro dei Madrigali” diventò famoso in tutta Europa, entrando di diritto a far parte del gruppo dei grandi compositori del tempo.
I banchetti rinascimentali delle corti erano una forma d’arte vera e propria, e lo stile passionale della musica di Monteverdi, ben si adattava ad amalgamare gli “ingredienti” dell’evento (pietanze, danze, poesie). Il suo debutto teatrale avvenne nel 1607 a Mantova, quando venne rappresentata la favola in musica dell’Orfeo, richiestagli dal Duca Vincenzo Gonzaga per rivaleggiare con gli spettacoli sfarzosi della corte fiorentina. L’Orfeo, nato come esperimento, rappresentò un punto di riferimento per la storia dell’Opera. Con Monteverdi il “recitar cantando” si sviluppò in modo prodigioso, formando quella vocazione lirica che la musica italiana seguirà nei secoli successivi.  Nel 1613 alla morte del Gonzaga, il compositore abbandonò la corte mantovana per andare ad assumere l’ambita e ben remunerata carica del “maestro di cappella della Serenissima Repubblica di Venezia”.
Qui Monteverdi assaporò il vero successo, e la celebrità lo portò ad essere invitato alle più prestigiose e sontuose tavole.

Nel Seicento i piaceri della tavola ebbero un grande ruolo nello stile di vita della Serenissima, fatto di spirito gaudente e gusti raffinati, dove le impennate piccanti e i sapori aggressivi erano rari. Leggenda narra che quando Monteverdi creava gli spartiti delle sue opere, preferiva ristorarsi con cibi dai sapori morbidi a base di carne di maiale.

Ora Claudio Monteverdi riposa, dopo aver dato tanto lustro e novità al mondo della musica, ed aver saputo unire per sempre parola e note, nella splendida  Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia, dove viene sepolto il 29 novembre 1643, deceduto dopo una dopo breve malattia.

Amato in tutta Europa, ancora oggi rappresentato frequentemente per la modernità dei suoni e la morbidezza delle invenzioni timbriche, Claudio Monteverdi non è solo quanto è stato qui raccontato: è stato ed è molto di più, ma Pantagruel vuole solo stimolare la curiosità di chi legge, proporre autori ed opere che meritano, forse, un nuovo abbraccio.

Buon compleanno, Monteverdi!